Sei sono stati i corti premiati tra i 20 finalisti, tutti di altissima qualità, che sono stati proiettati durante il festival e commentati dal pubblico alla presenza dei loro autori e interpreti. Il vincitore del Festival, deciso dalla giuria composta da Luca Iavarone, Francesco Di Leva, Lorenzo Ruggiero, Cecilia Donadio e Gino Sorbillo, è il cortometraggio “Buffet” di Alessandro D’Ambrosi e Santa De Santis “perché con tecnica, competenza e visionarietà – recita la motivazione – hanno diretto un film complesso ma leggero, ricco ma calibrato, che è uno sberleffo alla fame bulimica e compulsiva che ammala il nostro tempo creando diseguaglianza, conflitti e infelicità”. La giuria ha anche attribuito una menzione speciale a Rèsce la lune di Giulia Battista. La giuria scuole ha poi premiato “Self Control” di Salvatore Sclafani: “E’ un film sulla bulimia maschile, un aspetto di cui spesso non si tiene conto e per questo siamo ancora più contenti che questo premio venga dai ragazzi delle scuole” ha affermato il regista. “Carne e Polvere” di Antonio La Camera è stato invece il film preferito dalla giuria di giovani esperti e appassionati di cinema che hanno particolarmente apprezzato la tecnica, la fotografia e la poesia del breve film muto. Due le menzioni speciali attribuite: la rivista web “Le storie di Altro” ha premiato “Strawberry Garden” di Alessandro Arfuso, la storia di Felice Catapano, un napoletano emigrato negli States, che, come ha detto il regista, con questo premio è tornato a casa; mentre il Festival “Tutti nello stesso piatto” ha voluto riconoscere a “La ricetta” di Luigi Pironaci il grande merito di aver unito al valore del cibo, la profondità delle relazioni.
Alla cerimonia è seguita la prima proiezione a Napoli di “Alla ricerca di un senso”, documentario francese pluripremiato. “La serata è stata anche un’occasione di incontro e condivisione per tutte le realtà che hanno collaborato al festival, le tantissime associazioni e realtà del terzo settore che si occupano sul territorio di cultura, cibo e natura in maniera etica e sostenibile. La qualità del Festival è stata garantita in gran parte dalla alta qualità di tutti i corti finalisti, ai cui giovani autori, vincitori e non, auguro un futuro creativo e ricco di soddisfazioni. Ora ci prepariamo alla seconda edizione di Moviemmece, ma nel frattempo ci godiamo il successo della prima”, ha concluso la direttrice del festival, Marina Ferrara.